
Il fumo e il veleno
Un governo screditato all’estero e indebolito dagli strappi interni alla maggioranza deve fare i conti con la crisi economico finanziaria internazionale, con l’esigenza di tagliare la spesa pubblica e ridurre il debito dello Stato, oltre che di sostenere le economie più colpite come la Grecia, Spagna e Portogallo.
E per questo è un governo pericoloso che rischia di provocare danni incalcolabili e durevoli alla società italiana, e naturalmente ai ceti più deboli, alle lavoratrici e ai lavoratori, ai pensionati. E’ un governo che cerca di nascondere la scure con la quale intende operare i tagli dietro il paravento della demagogia arrogante: che volete? Taglieremo il cinque per cento ai parlamentari e il dieci per cento ai magistrati. Intanto prendono forma, tra affermazioni e smentite, le misure vere: i tagli ai salari dei pubblici dipendenti, il blocco dei contratti, la riduzione delle finestre per ottenere la pensione e l’innalzamento dell’età per il pensionamento di uomini e donne. E inoltre l’aggressione alla scuola e alla cultura, alla ricerca e al welfare.
Si predica rigore e austerità a chi ogni giorno è costretto a leggere sui giornali non asserviti al potere le notizie sulle malefatte delle cricche di “servitori” dello Stato, e sul gigantesco sistema di affari e favori legato agli appalti. Cosa pensano i cittadini, i lavoratori dipendenti e i pensionati che continuano a fare la fila ai Caaf per pagare in tempo e correttamente le tasse, con il timore di aver dimenticato qualcosa nella dichiarazione dei redditi? La gente che vive con il dramma dei figli che non trovano lavoro oppure che perdono la loro occupazione?
Tutto ciò mentre la maggioranza ripristina per intero il disegno di legge “tagliadiritti”, dimostrando di infischiarsene delle osservazioni del Capo dello Stato e consegnando a quella parte delle imprese che ha pochi scrupoli il più gigantesco pacco regalo: la cancellazione del diritto di un lavoratore a ricorrere al giudice per far valere le proprie ragioni. In questo clima la Cgil si mobilita ed invita le altre confederazioni ad iniziative unitarie di protesta. Speriamo che da Cisl e Uil giungano segnali positivi.
di Paolo Serventi Longhi
20/05/2010
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