
La nave dei diritti
Arrivano i nostri... E arrivano dal mare, tricolore al vento. Sono italiani all'estero, “seriamente preoccupati per quel che avviene in Italia”, che hanno deciso di manifestare la loro protesta contro “l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario” che strangola l’Italia.
La nave che li porterà, una nave di linea Barcellona-Genova, è già stata ribattezzata “la nave dei diritti”: approderà a Genova il 26 di giugno, e per domenica 27 si stanno organizzando iniziative e manifestazioni e anche un concerto al Porto Vecchio.
Un tam-tam percorre l'Europa (e ben oltre): da Barcellona a Valencia, a Bruxelles, a Parigi (persino ad Atene), fino alle Galapagos, gli italiani all'estero si organizzano attraverso i blog su internet, facebook, mail, sms. Preparano lo sbarco. E questo è il nome dell'iniziativa: “Lo sbarco” (www.losbarco.org).
In Spagna sono in corso rassegne cinematografiche di autofinanziamento, su internet viene data notizia del piano di viaggio, e tra i messaggi sono tanti anche quelli degli italiani (da tutta l'Italia) che si preparano ad andare a ricevere la nave a Genova.
C'è un'onda che attraversa il nostro Paese e ne valica i confini, contagia i nostri connazionali emigrati per lavoro o per studio: un movimento d'opinione forte, che cambia nome e forme e protagonisti - il Popolo Viola, il popolo dell'acqua, il movimento della scuola, il movimento dei diritti degli italiani all'estero - gente che non si organizza attraverso i partiti tradizionali e neppure attraverso i sindacati, ma che non cede al degrado dell'Italia.
Un'Italia che ama l'Italia, la Costituzione, i diritti, la libertà. E che adesso si appresta a sbarcare a Genova, proprio a 150 anni dalla spedizione dei Mille e dall'Unità d'Italia.
di Silvia Garambois
24/05/2010
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