Un’altra manovra è possibile

- Da una parte equità fiscale (patrimoniale e maggiori imposte sulle rendite finanziarie), taglio delle spese militari e delle grandi opere. Dall’altra risorse per lavoro e welfare, innovazione e ricerca, ovvero prodotti e consumi sostenibili e di qualità.

Tassare del 3x1.000 i patrimoni sopra i 5 milioni di euro e innalzare l'imposizione fiscale sulle rendite dal 12,5% al 23%: queste le due principali proposte della campagna Sbilanciamoci (per firmare la petizione che le sostiene: www.sbilanciamoci.org) per ridare equità fiscale e giustizia sociale alla manovra del governo Berlusconi. Una manovra sbagliata ed iniqua che colpisce i lavoratori, i pensionati e le famiglie e non contiene misure per il rilancio dell'economia. Con questa manovra si colpiscono i redditi, si deprime la domanda interna e si toglie ogni possibilità concreta alla ripresa economica.
Il governo italiano ha per troppo tempo sottavalutato la gravità della crisi, dimostrando sostanziale immobilismo ed attardandosi in un ottimismo senza senso. Si tratta ora di intervenire per rimettere a posto i conti pubblici, ma senza colpire per l'ennesima volta i lavoratori, i pensionati, i disoccupati. Vanno invece colpite le ricchezze e la spesa pubblica che può essere tagliata, come la spesa militare, la spesa per alcune grandi opere come il Ponte sullo stretto, i sussidi alle scuole private. Solo dalla tassa patrimoniale potrebbero entrare oltre 10 miliardi e 500 milioni di euro, mentre dall'innalzamento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziarie potrebbero maturare circa 5miliardi di introiti. Si tratta in tutto di 15 miliardi di euro: lo stesso ammontare che la manovra del governo vuole tagliare agli enti locali, alle regioni e alla sanità.
Vanno difesi i posti lavoro, salvaguardare i redditi, rafforzare gli strumenti di protezione e di inclusione sociale, capaci di produrre le condizioni di una ripresa possibile e nello stesso tempo evitare che il paese cada in una condizione di sofferenza e di emergenza sociale. La campagna Sbilanciamoci ha proposto una manovra di 30 miliardi di euro che grazie ad una serie di misure di giustizia fiscale e al taglio delle spese militari, delle grandi opere e dei sussidi alle scuole private permetterebbe di investire ben quasi 5miliardi negli ammortizzatori sociali e 4 miliardi nel rilancio dell'economia, sostenendo produzioni e consumi nel campo dell'”economia verde” e dell'economia della conoscenza (per i contenuti e le proposte specifiche della contromanovra: www.sbilanciamoci.org).
Ma bisogna guardare al futuro e fare della crisi anche un'opportunità.
Bisogna investire nel lavoro e nel welfare, nell'innovazione e nella ricerca, avendo in mente un nuovo modello di sviluppo fondato su produzioni e consumi sostenibili e di qualità: le energie rinnovabili e le "piccole opere", l'economia della conoscenza ed una rinnovata economia sociale capace di produrre coesione e qualità sociale. E' necessario cioè investire in un'economia diversa capace di coniugare qualità sociale e giustizia economica, sostenibilità ambientale e sviluppo, diritti sociali e consumi, coesione sociale e crescita. E' necessario investire nel “capitale sociale ed umano”, nell'innovazione e nella ricerca, nella scuola e e nella formazione: nel fronteggiare le conseguenze della crisi bisogna costruire le condizioni di un’“Italia capace di futuro”.

*Campagna Sbilanciamoci

di Giulio Marcon*

04/06/2010

Podcast











Cerca in archivio