Una ministra col pallottoliere

- Alla Gelmini piace dare di sé un’immagine di “dura”, una che tira per la sua strada. Ma dopo la geografia anche l’aritmetica diventa per lei un’opinione. Il risultato finale resta l’affossamento della scuola pubblica.

Gelmini rimandata in matematica?
Non parliamo dei suoi risultati scolastici, sarà senz'altro stata alunna modello (anche se ricordiamo le sue pubbliche ammissioni, da “furbetta degli esami”, per aver sostenuto la prova di Stato da avvocato non nella natia Brescia, ma in trasferta in quello che era considerato l'esamificio di Reggio Calabria).
Gli errori, somme, divisioni, percentuali, che non tornano stavolta sono - e ripetutamente - nei comunicati del ministero su come vanno a scuola i ragazzi nella sua “scuola del rigore”. Trionfali proclami sull'aumento del numero dei bocciati, in tutti gli ordini e tutte le scuole. Che a noi tanto trionfo comunque non pare, visto che uno dei problemi più gravi che si sono affacciati alla nostra scuola è proprio la demotivazione degli studenti e l'abbandono scolastico (superiore, secondo l'Ocse, alle medie europee).

Insomma, dopo i preoccupanti dati sull'esito nelle scuole secondarie (8mila e 500 bocciati per il 5 in condotta tra i 370mila che non sono stati ammessi all'anno seguente), adesso - mentre ancora non sono finite per tutti le prove orali - arrivano già i primi dati sulla maturità: si annuncia un  8,5% di stangati, tra non ammessi e bocciati alle prove. Tantissimo. Cinque volte tanto rispetto all'inizio del secolo...

Ma c'è chi contesta le proiezioni del ministero. Se su 500mila studenti che quest'anno dovevano affrontare la maturità 23mila non sono stati ammessi (l'anno passato erano 17mila), calcolatrice alla mano significa il 4,5% degli studenti. Nei comunicati ufficiali però questo calcolo decolla al 6,6%: che significa diecimila studenti in più!

Nella scuola dei tagli della Gelmini, neanche sui risultati degli studenti i numeri tornano. 

di Silvia Garambois

12/07/2010

Podcast











Cerca in archivio