Il ministro Tre carte

- Tremonti rivela: l’emendamento sui 40 anni non fu un refuso. “Ci abbiamo provato e ci è andata male” la sua confessione. Quel che si dice un vero statista.

Dopo aver cercato con fatica e sussiego di nobilitare la propria immagine, atteggiandosi a grande statista, e pronunciando discorsi pomposi quanto poco originali, alla fine Giulio Tremonti ha sbragato (come si direbbe a Roma).
Ricevendo martedì l’ok dell’Ecofin alla manovra (pessima, lo ribadiamo) da lui varata, il ministro ha svelato che il famoso emendamento che avrebbe fatto saltare il tetto dei 40 anni per la pensione di anzianità non era un “refuso”, come si era affrettato a dire il collega del Lavoro Sacconi, “ma un tentativo di ulteriore rigore”, poi lasciato cadere quando aveva cominciato a montare la protesta.
Insomma: ci abbiamo provato, lo facevamo a fin di bene, se voi non ci capite è colpa vostra. Un po’ come il bambino che, scoperto con le dita nella marmellata, si giustifichi dicendo che voleva vedere se era ancora buona per evitare che qualcun altro si sentisse male.
Bello statista davvero.

di Enrico Galantini

14/07/2010

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