Fumo con la manovella

- Piccola antologia di frasi fior da fiore dall’intervista di un noto membro di questo governo. Scoprire di chi si tratta aiuta a capire il quadro poltico-economico in cui si trova il nostro paese.

Facciamo un gioco. Di quale politico italiano sono le frasi che seguono (raccolte fior da fiore da una recentissima intervista)? Frasi che - va detto - mescolano assieme supponenza, falsità e sottovalutazione di problemi veri in un mix francamente sgradevole, generando quello che un tempo veniva definito “fumo con la manovella”.
Se volete un “aiutino” possiamo dirvi che il politico di cui sopra, ministro dell’attuale governo, è dotato di un ego ipertrofico, inversamente proporzionale alla capacità di mostrare (e suscitare) empatia verso il (e nel) prossimo. E che pare venga guardato, ahinoi, con interesse da politici e opinion leader come possibile primo ministro in caso di governo di larghe intese.
(È pur sempre vera la storia dei guerci e dei ciechi, ma che basti non essere un puttaniere, un mafioso, un corrotto o un cretino integrale per assurgere a “statista” ci sembra eccessivo).
Ecco allora la piccola antologia che vi avevamo promesso.
Governo tecnico/ Larghe intese? Manca il trauma. "Governo tecnico? Governo di unità nazionale? Sono figure che sembrano stagionalmente incastrarsi nella forma di una geometria variabile che ricorda un vecchio caleidoscopio.
"La casistica delle larghe intese si presenta solo in due scenari. Dopo elezioni che evidenziano la bilaterale insufficienza delle forze in campo, o per effetto di un trauma. Francamente, nel presente dell'Italia non vedo un trauma tanto forte da spingere verso questa ipotesi di soluzione. Non un trauma ‘economico’, non un trauma ‘esterno’, non un trauma ‘giudiziario’".
Corruzione, etica ed estetica. "Per scelta politica, tendo sempre ad analisi di sistema. È certo che non si tratta solo di una mela marcia. C'è qualcosa di più. Forse, e anzi senza forse, è venuta fuori una cassetta di mele marce. Ma l'albero non è marcio, e il frutteto non è marcio. La combinazione perversa è tra le condotte personali e la crisi generale. La crisi postula la salita, e non la discesa nella scala dell'etica, e se vuole anche dell'estetica".
"Per banalità intendo la ‘banalità del male’. E anche per questo non credo che puntare sulla valanga delle intercettazioni renda un buon servizio all'etica politica".
Mulini a vento e questione morale. “Oggi l'affare degli affari è quello dell'eolico, almeno questo non inventato da noi. Vastissime aree del Paese sono deturpate da pale eoliche sorte all'improvviso, in un territorio che nei secoli passati non ha mai avuto i mulini a vento. E forse ci sarà una ragione. È in tutto questo che vedo la grande questione morale, questo è l'albero storto che va raddrizzato.
Eccessi di antropomorfismo. "La sequenza non può essere prima chi e poi cosa, e cioè prima si sceglie chi governa e poi si decide cosa si fa. Questa sequenza riflette un eccesso di odio antropomorfo. Prima si deve discutere sul cosa".
“Lo scontro tra il premier e Fini? Anche questo tema rientra nell'idea antropomorfa della politica, che non mi appartiene".
Più che bavaglio, un bavaglino. "La traccia possibile di una discussione seria su di un tema serio, come quello della dialettica tra il diritto alla privacy e il diritto all'informazione, si è persa in un labirinto. E solo ora forse può essere ritrovata. Più che di bavaglio, pare che si trattasse di un "bavaglino". Si è troppo confuso, e non certo solo da parte nostra, fra i mezzi e i fini".
Se non avete indovinato il politico. O se comunque, con una certa dose di perversione e masochismo, voleste leggere l’intervista integrale, cliccate qui: www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276/)

di Enrico Galantini

19/07/2010

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