
Fiat, a che serve il pugno duro?
Sostiene Marchionne che è per colpa dei sindacati italiani, “poco seri”, se si farà in Serbia, e non più a Mirafiori, la produzione della L0, il nuovo monovolume (previsto in due versioni e in 190 mila unità all'anno) che sostituirà Idea, Musa e Multipla.
Sostiene Marchionne che se “ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia, la L0 l’avremmo prodotta a Mirafiori”.
In un’intervista a Repubblica, rilasciata dagli Usa, e più precisamente dal quartiere generale della Chrysler, dove si è tenuto il consiglio di amministrazione della Fiat (quasi a prefigurare plasticamente il futuro sempre meno italocentrico del Lingotto) l’amministratore delegato del gruppo, oltre a spiegare meccanismo e logica dello spin off per cui, dall’anno prossimo, Fiat auto sarà altra separata da Fiat industriale (che raggrupperà le società “non auto” del gruppo) ha cercato, un po’ goffamente, per la verità, di respingere le accuse che gli vengono fatte di progressivo disimpegno dall’Italia e di una linea troppo dura che rischia di rendere tutto più difficile
Sostiene Marchionne che il premio di produzione non si può dare, visto che “l’Italia è l’unico paese in cui Fiat ha perduto soldi”, ribadisce la solita litania contro l’assenteismo (non si può “tollerare che una persona dice di dover andare a portare la figlia dal medico e poi va a scioperare”) , ricorda che “a Pomigliano abbiamo deciso di andare avanti e lo faremo con i sindacati che hanno scelto di condividere la responsabilità di fare in modo che la fabbrica sia governabile”, ma avverte che “Pomigliano è un work in progress, abbiamo scelto di investire 700 milioni e se non funzionerà abbiamo altre alternative non in Italia”.
Insomma, le solite cose, come testimonia del resto la strategia del licenziamento per i dissenzienti (preferibilmente delegati sindacali, preferibilmente della Fiom) messa in atto in queste settimane. Neanche gli passa per la mente, insomma, che possano esserci altre strade all’imposizione nuda e cruda del potere aziendale sui dipendenti (e sui sindacati che l’accettano), al ricatto del posto di lavoro, alla logica del “o si fa così o non si fa qui”. Fa spot suadenti e patinati sulla Fabbrica Italia, ma per chi alza la testa l’unica risposta è il pugno duro.
Non gli passa per la mente nemmeno l’idea che un atteggiamento simile possa avere ricadute negative sulla produzione, in primis, ma poi anche sull’immagine e sulle vendite in Italia.
Certo, già oggi Fiat è sempre meno italiana. I suoi ricavi, come ricordava Fabrizio Onida sull’ultimo supplemento economico di Rassegna Sindacale, solo per un terzo vengono dal nostro paese. Ma proviamo a guardare la cosa da un altro punto di vista. Un terzo può non essere così poco: se a un menage familiare venissero a mancare un terzo delle entrate, non sarebbe un problema da poco.
Pensateci un attimo. Ma perché oggi in Italia la gente compra ancora in maggioranza (relativa, ma sempre maggioranza) automobili Fiat? Perché sono buoni prodotti? Sì, ma non meglio di molti altri. Perché costano meno? Questo non è vero, almeno qui in Italia. Per la pubblicità? Sì, ma gli altri ne fanno anche di più. Molte persone comprano Fiat perché è un’auto italiana, fatta in Italia (e poi magari il modello che compriamo è fatto in Polonia o in Turchia, ma questo è un altro problema). Uno pensa: visto che il nostro governo per l’economia fa poco o nulla, tanto vale pensarci noi all’economia del nostro paese e dare una mano là dove è possibile.
Così ha pensato e fatto anche il sottoscritto, qualche mese prima del caso Pomigliano. E non credo di essere un caso isolato. Non so se adesso farei lo stesso. E anche qui non credo di essere una mosca bianca.
di Enrico Galantini
23/07/2010
Podcast
Palinsesto
- 9:00 Voltapagina
- 10:00 Work in news
- 10:30 Italia parla
- 11:00 Lavoradio
- 11:30 Inforadio
- 11:30 Inforadio
- 12:00 Gierreelle
- 15:00 Consumeradio
- 15:30 Senioradio
- 16:00 Elleservizi
- 17:00 Ellemondo/elleeuropa
- 17:30 Ellecult
- 18:00 Gierreelle
Cerca in archivio
- Le notizie in primo piano
- France Telecom, altri 5 suicidi in due settimane
- Agile (ex Eutelia): Fiom, governo confermi impegni
- L.impedimento: Pd: no a politicizzazione sentenza Corte
- Governo: Bossi, se non si può votare andiamo avanti
- Obama, non siamo ancora usciti dalla crisi
- Governo: Fini, durata legislatura non in discussione
- Le sabbie mobili del pubblico impiego
- Usa: 8 lavoratori su 10 chiedono più prevenzione
- Governo: Pd, solito ritornello premier su tasse alte
- notizie dall'Italia e dal mondo del 10/09/10
- Scuola: Gelmini, tutti i precari assorbiti in 7 anni
- La Fiom pronta a vertenze legali
- Per altri servizi e notizie vai a Rassegna.it





