I prezzi della libera informazione

- Tremonti riduce i contributi alle testate cooperative. Così anche giornali storici come Rassegna sindacale vanno in sofferenza. E sono costretti a sacrifici economici di non poco conto. L’obiettivo è proseguire un impegno fatto di passione e ragione.

Rassegna Sindacale, dunque, è in pericolo. Sul numero di questa settimana il presidente di Edit.Coop. Tarcisio Tarquini annuncia i sacrifici della cooperativa per mantenere viva una voce storica, un giornale fondato da Giuseppe Di Vittorio e da sempre legato alle vicende della Cgil e del mondo del lavoro. I redattori di Rassegna non percepiscono i congrui stipendi dei colleghi delle grandi testate, sono ai minimi contrattuali, non si fanno straordinari né si lavora la domenica o nelle altre feste comandate, né sono previste indennità particolari. Eppure abbiamo deciso tutti insieme di ridurci il salario mentre alcuni di noi, i più anziani, saranno costretti ad andare in pensione anticipata. Ce ne dispiace molto e, se permettete, siamo anche arrabbiati contro questo governo che ci toglie le risorse indispensabili a continuare a fare il giornale.
Speriamo che questi sacrifici siano sufficienti, contiamo sul sostegno che da sempre ci arriva dalle strutture, dai dirigenti, dai quadri e dai militanti della Cgil. Anche perché finché avremo una penna (o un pc, fate voi) a disposizione continueremo in piena autonomia a dire quello che pensiamo: per esempio che la manovra economica che sta colpendo milioni di cittadini, di lavoratori e di pensionati, e che sta per essere approvata definitivamente, ci fa schifo perché colpisce i deboli e premia i forti, perché taglia alcuni tra i più importanti servizi pubblici, perché la realizza una maggioranza nella quale vi sono molte persone corrotte e corruttrici. Per esempio che la linea Marchionne di uscita della Fiat dall’Italia e di attacco ai contratti nazionali non ci piace. Per questo saremo giovedì mattina davanti a Montecitorio e il 29 settembre alla manifestazione nazionale della Cgil a Roma.

di Paolo Serventi Longhi

27/07/2010

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