
Se Natale è un giorno di lotta in più
Natale nella miniera occupata del Sulcis per gli operai della ex Rockwool. Nelle viscere della terra come negli anni delle lotte minerarie: sono cinquanta i cassintegrati della fabbrica di lana di roccia che hanno montato le tende davanti all'imbocco della galleria Villamarina. Era un'azienda pubblica, venduta a una multinazionale, infine chiusa: “Non abbiamo più speranze”, dicono. Chiedono di essere inseriti nei programmi delle bonifiche ambientali che si dovranno svolgere nel Sulcis Iglesiente e che riguardano le aree minerarie degradate.
Gli ottocento addetti ai wagon-lits che hanno perso il posto di lavoro, continuano a stare sul tetto di Trenitalia a Roma. Hanno le stesse giacche nere con le rifiniture rosso fuoco degli altri ferrovieri, ma il loro lavoro è stato dato in appalto a una azienda francese. Al Tg3 si è visto il loro bivacco, ordinatissimo: una vita a rifare letti e ora, con lo stesso metodo, con la solita precisione, li preparano per il loro lungo presidio.
Alla Jabil- ex Nokia di Cassina de Pecchi, alle porte di Milano, da quattro mesi i lavoratori sono in presidio permanente contro i licenziamenti e contro la chiusura della fabbrica. La lettera di Natale di Anna Lisa, da 26 anni in quell'azienda, è sul web: “I sogni - dice - non me li possono portar via, perché quelli sono miei e non sono in vendita così come non lo è la mia dignità”.
L'Istat ha appena diffuso i suoi dati a bilancio del 2010: 22.872.000 occupati, 153mila in meno rispetto all'anno precedente. Quanti sono quelli di quest'anno?
Eccoli, i loro volti. Uno per uno. Le loro lotte. Il senso acuto dell'ingiustizia dopo una vita di lavoro. Sono i volti degli operai ai presidi, nelle manifestazioni, sui blog, sulle pagine di Facebook. Che non lasciano più che il silenzio cali sulle loro fabbriche chiuse, che utilizzano internet e chiamano le tv perché le loro lotte abbiano eco.
Eccoli, gli operai di Fincantieri che non si arrendono. Che chiedono commesse. La licenza a Sestri Levante è stata prorogata per un anno, è una lotta contro il tempo.
Eccole, a Latina, le 29 operaie della Tacconi Sud: è una fabbrica tessile, la occupano ormai da un anno. Hanno perso il lavoro l'anno scorso, prima di Natale, ma non la grinta. Da allora mangiano, dormono, vivono in fabbrica. Sulla loro lotta si sono accesi finalmente anche i riflettori della tv, a “Piazza pulita” su La7.
Ed eccoli, a Trapani, i 20 operai che hanno occupato la petroliera “Marettimo Mednav” che loro stessi hanno costruito nel Cantiere Navale: vivono senza luce da ormai una ventina di giorni, dopo due mesi di presidio, per impedire la chiusura del cantiere...
La storia operaia passa oggi attraverso queste storie di donne e di uomini che non accettano che vada disperso quel patrimonio industriale del Paese costruito anche attraverso le loro fatiche e il loro ingegno: e Natale è solo un giorno in lotta di più...
di Silvia Garambois
20/12/2011
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