Scelte di classe

- Monti non ha voluto ascoltare i sindacati e ha rifiutato di introdurre la tassazione sui grandi patrimoni. Il premier e i suoi ministri hanno deciso di attaccare i diritti acquisiti, le pensioni, i salari, la casa, danneggiando i redditi medio-bassi

È un Natale di lotta quello che ci apprestiamo a festeggiare (si fa per dire). La mattina del 24 dicembre la Cgil, la Cisl e la Uil saranno nuovamente in piazza Montecitorio per protestare insieme contro una manovra destinata a impoverire gli italiani vecchi e giovani, uomini e donne, lavoratori e pensionati, soprattutto. Dopo lo sciopero generale e le agitazioni dei trasporti e dei lavoratori pubblici, i sindacati uniti continuano la protesta contro una manovra iniqua, che punisce soprattutto i piccoli risparmiatori, chi vive in una casa di proprietà ma non arriva alla fine del mese, chi sperava di essersi conquistato una pensione decente avendo lavorato decine di anni. Lo vedrete, i ricchi, gli evasori, i traffichini della politica, loro non piangeranno. Alcuni sono già partiti per passare le feste nei loro paradisi fiscali dove nessuna tassa aggiuntiva li raggiungerà.

Il governo del professor Monti non ha voluto ascoltare i sindacati, ha scelto di salvaguardare la maggior parte dei privilegi, e ha dichiarato l’impossibilità di introdurre una forte tassazione sui grandi patrimoni. Il premier e i suoi sostenitori hanno fatto una scelta politica chiara: hanno deciso di sparare alzo zero, danneggiando i redditi medio-bassi. E hanno deciso di attaccare i diritti acquisiti, le pensioni, i salari, la casa. Per lo sviluppo del Paese, per rilanciare l’economia, per i giovani e le donne che non trovano lavoro e per coloro che lo hanno perso o lo perderanno, non c’è nulla. Liberisti di destra e di sinistra (sic) esultano, perché è partita la loro rivoluzione e il nostro Paese dovrà finalmente rinunciare a uno stato sociale, a servizi pubblici, a una scuola decenti. È l’America, ragazzi. Anzi no, è l’Italia, Paese nel quale si bruciano le baracche dei rom e si ammazzano i “negri”; dove a un immigrato che vive e lavora (e paga le tasse) da dodici anni viene impedito di ricongiungersi con la propria famiglia. Un Paese nel quale una maggioranza parlamentare spuria, incredibilmente unita dopo anni di sfascio berlusconiano, sostiene un governo che di tecnico ha poco o nulla. La lotta continuerà in questo duro inverno, anche contro i tentativi del ministro Fornero e di Emma Marcegaglia di distruggere lo Statuto dei lavoratori e l’articolo 18. Non si azzardino! 

di Paolo Serventi Longhi

22/12/2011

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