Una falsa partenza dopo l’altra

- L’ultima uscita riguarda la chiusura dell'Agenzia del Terzo Settore di Milano. La ministra Fornero colleziona annunci e retromarce: Art. 18, cassaintegrazione, pensioni. L’emergenza sociale richiede capacità d’ascolto, ponderazione e maggiore condivisione

Falsa partenza. Così sulla stampa viene descritto l'incontro della ministra Fornero con le parti sociali, in attesa dei nuovi tavoli su contratti, formazione, flessibilità e ammortizzatori sociali. Falsa partenza: non è la prima. C'è stato l'annuncio della revisione dell'art. 18, poi rientrato (“non è prioritario”). E poi rispuntato... Non parliamo della cassa integrazione: sul fronte del no si è trovata anche degli industriali. C'è poi stato l'annuncio dell'intervento drastico sugli enti di previdenza privatizzati (ai quali chiede 50 anni di sostenibilità), e una ventilata super-Inps: i giornalisti - che si pagano da soli cassa integrazione e disoccupazione - hanno visto un attacco alla loro autonomia. Ora i tempi si allungano con il Milleproroghe, la ministra si dichiara più riflessiva anche nei modi. Falsa partenza... Anche quell'ultima battuta: “Sulla crescita dirò al ministro Passera di essere un po' meno ottimista” non è delle più felici: se non ci crede lei, come può pretendere che le lavoratrici e i lavoratori si impegnino al buio in nuovi modelli di relazioni industriali?  Ci auguriamo che anche l'annunciata chiusura dell'Agenzia del Terzo Settore di Milano non sia altro che una “falsa partenza”: nell'agenda del governo Monti non si parla mai dell’impresa sociale, delle sue potenzialità di sviluppo, sia in termini quantitativi sia in termini occupazionali. E, per altro, sia Cnel che Unioncamere, nei loro studi, gli dedicano grande attenzione.  Troppe emergenze premono. Le manifestazioni di questi giorni in Italia, dove si confondono battaglie per i diritti e disagio sociale, chiedono ascolto. E di partire davvero col piede giusto.

di Silvia Garambois

31/01/2012

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